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Cosa Facciamo

Acqua è vita...

 


Già...chi oserebbe negare tale affermazione?

Eppure nel mondo circa un miliardo di persone non ha acqua potabile e 2,4 miliardi non ha accesso a servizi igienici.
Ogni giorno nel mondo 5.000 bambini muoiono
per malattie correlate alla scarsità di acqua e di igiene, malattie che sarebbero facilmente prevenibili.

Anche a Ilula il problema dell'acqua è uno dei più importanti da risolvere: le fonti di acqua pulita scarseggiano, e quelle esistenti si stanno rapidamente esaurendo a causa del sovrasfruttamento delle stesse.
Spesso inoltre non pensiamo che la mancanza di acqua è la causa di molti altri problemi nella vita delle persone, soprattutto delle donne e dei bambini che passano molte ore della giornata ad "andare a prendere l'acqua": ore rubate alla scuola e allo studio, oppure ad altre attività più produttive che potrebbero portare un reddito in più alla famiglia.

La nostra strategia

Lavorare con il villaggio ascoltando le loro richieste: i progetti che possiamo immaginare noi, seduti nel nostro salotto o al nostro tavolo riunioni, spesso rispecchiano i nostri desideri o la nostra idea di "vita migliore". Noi pensiamo che debbano essere le persone in loco a definire le proprie priorità, a decidere come investire il nostro aiuto per crescere in qualità della vita, secondo le proprie esigenze.

Valutare insieme le reali capacità presenti in loco, soprattutto per il "dopo", per manutenere quanto costruito. A volte è più proficuo per un villaggio costruire un impianto più semplice e magari meno produttivo, ma che le persone saranno in grado di gestire, di riparare all'occorrenza e di ripristinare con le proprie sole forze, sia conoscitive che economiche.

Soprattutto i progetti devono essere autosostenibili e facilmente replicabili: un progetto per essere efficace deve poter essere mantenuto nel tempo con le forze locali, essere finanziariamente autonomo e - perchè sia vera crescita - deve poter essere replicato in autonomia dal villaggio.

La vera sfida che IOP Italia ha raccolto è quella di accompagnare verso lo sviluppo attraverso la condivisione di esperienze e di conoscenze, portando non solo denaro - indispensabile per gli investimenti iniziali - ma soprattutto metodo e tecnologie.

Acqua a Mtua-Ikuvala

Nel mese di agosto 2014 siamo stati alla Mtua-Ikuvala Primary School a trovare alcuni bambini sostenuti a distanza.
In quell'occasione George, uno dei maestri e coordinatore delle attività IOP, ci ha raccontato come la situazione dell'acqua sia critica per la sua scuola, che non ha alcuna sorgente idrica nelle vicinanze: i 1.600 bambini
che frequentano la Mtua-Ikuvala Primary ogni giorno portano con sè una tanichetta con almeno 2 litri d'acqua, per lo più raccolta nel fiume pluviale (nella stagione secca scavando nel letto del fiume), altre volte acquistata dalle famiglie dai piccoli commercianti che si recano ad approvvigionarsi alle fonti pubbliche.
La scuola è dotata di latrine accanto alle quali vi sono due grandi vasche di cemento dove i bambini rovesciano l'acqua delle loro taniche: con questa durante la giornata si laveranno le mani dopo aver usato i gabinetti e, se avranno sete, sarà l'unica acqua che potranno bere.

 
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