Uhuru la Kuamua - Libertà di decidere

Un progetto dalle donne per le donne, per prendere in mano il proprio futuro

La libertà di decidere del proprio futuro

Quasi ovunque nel mondo per le donne non è qualcosa di scontato. Sicuramente non lo è a Ilula.

Anche se – soprattutto grazie alla scuola – molte cose stanno cambiando, per le ragazze di Ilula coronare i propri sogni non è cosa facile.

Le condizioni di povertà della famiglia, la necessità di aiutare in casa e la scarsa cultura della crescita personale delle donne sono in generale elementi che precludono la possibilità alle donne di essere ciò che vogliono nella vita.

Ma purtroppo non è “solo” questo: il fenomeno delle gravidanze indesiderate nelle adolescenti è purtroppo diffusissimo, e preclude a molte giovani donne di concludere il percorso scolastico avviato e, di conseguenza, di avere un futuro migliore.

Il progetto 

Lo abbiamo intitolato “Ururu la Kuamua, che in Swahili significa “Libertà di decidere”, perchè ci piace pensare che dalle donne possa venire la forza di cambiare le cose e poter determinare il proprio futuro. 

Una gravidanza indesiderata può capitare per ignoranza, per cultura o, peggio, quale conseguenza di un abuso.

Di tutto ciò noi vogliamo parlare con le ragazze di Ilula, aiutarle a confrontarsi, a capire cosa desiderano per loro stesse ed aiutarle a raggiungere i loro obiettivi.

 

Obiettivi e Azioni

Il progetto coinvolge 200 ragazze adolescenti in Tanzania con l’obiettivo di prevenire le gravidanze indesiderate e contrastare l’abbandono scolastico, promuovendo al tempo stesso l’autonomia, l’autodeterminazione e la consapevolezza del proprio futuro.

Alle ragazze proponiamo un percorso sulla salute sessuale e riproduttiva, sull’importanza dell’istruzione e sulla capacità di dire “no” a pressioni esterne, affinché siano libere di decidere se e quando diventare madri, oltre ad evitare situazioni di abuso.

Durante gli incontri alle ragazze vengono proposte vere e proprie “lezioni” per chiarire alcuni aspetti ancora tabù della loro sessualità e della salute del loro corpo, ma soprattutto vengono proposti spunti di discussione attraverso video e testimonianze dirette: da un lato, il racconto di ragazze madri che portano la loro testimonianza della difficoltà di crescere un bambino da sole e di gestire la propria vita in modo indipendente; dall’altro, esempi positivi di giovani donne emancipate che hanno completato gli studi, intrapreso una carriera e scelto consapevolmente il momento della maternità.

Il percorso punta in particolare sulla peer education, e punta a formare giovani “ambasciatrici” in grado di diffondere i messaggi appresi nelle scuole e nella comunità, garantendo così la sostenibilità e la continuità dell’iniziativa.

 

 

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