Lo School Dropout Prevention Program è giunto al termine, e ora siamo qui per raccontarvi com’è andata!
Negli anni abbiamo notato che il problema dell’abbandono scolastico colpisce anche gli studenti dello sponsor program, evidenziando come le radici del fenomeno non dipendano esclusivamente dalla condizione economica.
Da qui è nata la necessità di un intervento capace di toccare tutti i temi correlati. Abbiamo quindi raccolto dati in diverse scuole per comprendere le cause che più spingono i ragazzi a lasciare gli studi: gravidanze precoci, scarsa motivazione e la ricerca di un lavoro più “facile” e immediato. Questa indagine ci ha permesso di strutturare un percorso insieme a professionisti locali, come uno psicologo, John John, e due clinical officer, Najma Mgidange e Amos Mkungile, che ha poi preso la forma di una serie di lezioni tenutesi il venerdì pomeriggio.
Il percorso è stato scandito da tre diversi momenti di indagine. Siamo partiti con un questionario preliminare, fondamentale per mappare le conoscenze e il livello di consapevolezza iniziale degli studenti sui temi che avremmo affrontato. A metà progetto siamo entrati più nel dettaglio con un secondo test incentrato sulla comprensione dell’anatomia degli apparati riproduttivi, per poi concludere l’esperienza con un questionario finale di feedback, utile per raccogliere le loro impressioni e riflessioni finali.
Concentrandoci sul questionario finale, è stata molto apprezzata la parte riguardante l’igiene e l’anatomia dei sistemi riproduttivi, in particolar modo come ridurre il rischio di malattie sessualmente trasmissibili. Capire a fondo come cambia il corpo durante la pubertà e come prevenire le gravidanze precoci non è stato vissuto come una semplice lezione frontale, ma come un aiuto fondamentale per proteggere la propria salute. Questo ha spinto i ragazzi a trasformarsi in veri e propri “ambasciatori”, pronti a trasmettere ciò che hanno imparato alle persone intorno a loro.

Accanto a ciò, la sezione dedicata alla conoscenza interiore e all’intelligenza emotiva ha dato un ottimo riscontro. Molti partecipanti hanno riferito un aumento dell’autostima, dell’amor proprio e della capacità di gestire le proprie emozioni, considerando il percorso come un buon punto di partenza per sentirsi più sicuri e focalizzati sui propri progetti. Sul piano sociale, le lezioni hanno incoraggiato il rispetto reciproco e l’empatia, aiutando i ragazzi a riflettere in modo più critico sulle cose: gli studenti hanno compreso l’importanza di difendersi dalle influenze negative di alcuni coetanei e di riconoscere le dinamiche relazionali più ingannevoli.

Dai feedback sono emerse anche alcune difficoltà: parlare di pubertà e sessualità all’inizio ha creato imbarazzo o timore, soprattutto in chi si sentiva un po’ “indietro” con la crescita o non aveva mai sentito parlare di mestruazioni. Grazie però all’atmosfera tranquilla creata dai professionisti, e ai giochi di attivazione che sono piaciuti molto, i ragazzi hanno superato quel blocco. Il disagio iniziale si è così trasformato nel piacere di aver trovato uno spazio sicuro in cui essere ascoltati e considerati.
Portare a termine questo progetto è stata una bella soddisfazione, anche se non tutto è andato come previsto: per via degli esami scolastici abbiamo dovuto anticipare la fine del corso di due lezioni, rinunciando alla visione di un film tanzaniano e alla festa finale. Il riscontro più significativo che ci portiamo a casa si legge chiaramente nelle loro risposte: la richiesta di non fermarsi qui, ma di estendere il programma ad altre scuole così che altri coetanei possano avere la stessa opportunità di informarsi, confrontarsi e fare scelte più consapevoli.
Da ultimo, vorremmo ringraziare nuovamente John, Najma e Amos per i loro interventi spontanei e coinvolgenti durante gli incontri, e Lynnchristine Isote, la nostra energica operatrice locale di progetto nonché capo dipartimento bambini più vulnerabili e attività con gli Scout di IOP Tanzania, che ci ha supportato fin dal principio, aiutandoci a focalizzare l’idea iniziale per capire meglio la realtà locale delle scuole e dei giovani, e accompagnandoci poi in alcune tappe di questo cammino.
Asante sana na kila la heri!
(Grazie mille e buona fortuna!)


