Ora che il nostro anno di servizio civile sta per terminare, guardandoci indietro, visitare gli studenti dello sponsor program è stata l’attività più costante che abbiamo portato avanti. Lo sponsor program, ovvero il sostegno a distanza per gli studi di ragazze e ragazzi di Ilula, è uno dei programmi più longevi e d’insieme dei comitati IOP, e il lavoro è continuo, non ci si annoia mai.
Le scuole frequentate dagli studenti si trovano un po’ ovunque, dalle primarie nella stessa Ilula alle università lontanissime in altre grandi città, e anche se la distanza rende le giornate di visita talvolta impegnative, siamo sempre entusiasti di incontrare nuovi studenti o di ritrovare vecchie conoscenze per scoprire come sta proseguendo il loro percorso.

Gli incontri possono coinvolgere sia singoli studenti che gruppi numerosi e, sebbene l’imbarazzo iniziale sia frequente, soprattutto con gli adolescenti, siamo sempre riusciti a creare un clima di confronto positivo. Parliamo della scuola e della vita, lasciando poi uno spazio ai desideri e alle ambizioni per il loro futuro.
Quasi sempre ci accompagna Jane John, la figura principale dell’ufficio dello Sponsor Program. Oltre a supportarci con le traduzioni necessarie per colmare i limiti linguistici, agisce come confidente per i ragazzi attraverso colloqui individuali.
Il nostro è un lavoro complementare, basato su un costante scambio di informazioni condivise anche con Rita, la referente italiana.

Lo Sponsor Program di IOP Italia mira ad accompagnare gli studenti dalla scuola dell’infanzia fino all’università, pur consapevoli che il traguardo universitario non sia sempre scontato. C’è chi dopo le scuole superiori sceglie una scuola professionale, chi invece talvolta preferisce lavorare e interrompe i contatti con lo sponsor office, a volte anche per noncuranza o per cambio di piani, rendendo inevitabile la conclusione della sponsorizzazione.
Prima di arrivare a ciò cerchiamo comunque di organizzare incontri più intimi e mirati, creando un momento di dialogo per comprendere le cause del disagio e tentare di risollevare le sorti del percorso scolastico con il dovuto incoraggiamento.
Vi portiamo l’esempio di G., un ragazzo di 17 anni che da dicembre ad aprile non si è presentato ai colloqui programmati allo sponsor office. Dopo averlo sollecitato, G. si è effettivamente presentato, portando però con sé la pagella scolastica con voti falsificati; abbiamo quindi intuito che il non presentarsi non era dovuto a superficialità (o almeno non solo), ma all’imbarazzo o all’ansia nel comunicare a Jane i propri voti (piuttosto bassi). Con uno dei capi scout che G. frequenta settimanalmente, siamo riusciti a incontrare con calma G. per ascoltarlo e spronarlo a tenere testa alle difficoltà, ma anche per riportare la sua attenzione sui suoi doveri in quanto studente sponsorizzato.

Capiamo che l’impegno di sponsorizzare uno studente fino al compimento degli studi universitari è un impegno oneroso e con questo articolo vogliamo ringraziare tutte le persone che si sono fatte carico di questo affiancamento silenzioso ma altruista.
Cogliamo anche l’occasione per ribadire l’importanza del supporto agli studi di ragazze e ragazzi in condizioni di fragilità e per incentivare chi leggerà a diventare sponsor.
Grazie!!
